Venezia, ILVA, il nostro futuro e quello del mio cucciolo

Lo ammetto, in questi giorni il mio principale pensiero è rivolto al mio piccolo cucciolo Davide, che è nato tre settimane fa, e a mamma Irene che è ammirevole e sta dimostrando una grande forza e un’immensa tenerezza. A confronto mi sembra di fare sempre troppo poco per entrambi per cui dedicare a loro il massimo delle attenzioni è veramente il minino che possa fare.

Non è mia abitudine scrivere su questo blog di cose troppo personali ma considerata l’importanza dell’evento e la felicità che mi ha portato mi limito a dire che è veramente bello sentirsi e fare il papà.

Ho visto però quello che sta succedendo a Venezia e ho letto del caso ILVA – ArcelorMittal. Due preoccupanti problemi sociali che tanto hanno a che fare con le tematiche ambientali legate al cambiamento climatico e all’inquinamento dell’aria. L’approfondimento dei due temi richiederebbe un lungo studio perché mai come in questi casi la situazione non è né bianca né nera ma presenta mille sfumature di grigio. Però mi sento di dire che per quanto riguarda Venezia, e tante località analoghe, o si prende veramente sul serio il problema del cambiamento climatico oppure ci dobbiamo preparare a numerose altre sciagure come quella che sta avvenendo in questi giorni. E prendere sul serio il cambiamento climatico vuole dire dover fare dei sacrifici, delle rinunce, degli investimenti, tanta ricerca, tanta formazione e a volte scelte impopolari per il bene delle persone e per la salvaguardia delle nostre città. Il fatto che la Regione Veneto che da anni è governata dal centrodestra continua a negare il problema del cambiamento climatico (leggi qui) mi fa demoralizzare.

Anche il caso ILVA è demoralizzante, soprattutto pensando alle tante persone che in questi anni si sono ammalate per le polveri dello stabilimento. ILVA poteva essere un simbolo di riscossa e un modello da imitare in tutto il mondo se si fosse accettata la sfida di una riconversione totale da realtà inquinante ad industria ecosostenibile e rispettosa della salute. Anche questa sfida non è stata affrontata e questo la dice lunga sulla lungimiranza di molti imprenditori e della politica. Personalmente ritengo che non è più possibile concepire un’attività industriale a ridosso di quartieri abitativi. Soprattutto se l’attività è altamente inquinante e sottoposta ad AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Anche in questo caso bisogna avere il coraggio di tenere ben lontane le aree con diversa destinazione d’uso e quindi ricostruire altrove e bonificare quello che rimane.

Sono impopolare? Probabilmente si, ma il populismo spinto che è sempre più presente in questi anni sta facendo danni decisamente maggiori e a volte irreversibili.

Torno al mio cucciolo e lo guardo mentre dorme tranquillo. Vorrei far di tutto perché in futuro non si trovi mai a dover scegliere tra lavoro e salute. Vorrei che non andasse mai incontro ai terribili problemi sociali e ambientali che sta causando il cambiamento climatico. E mi sento di fare poco, ancora troppo poco per aiutarlo, per cui dedicare a questi temi il mio lavoro e il mio impegno sociale, e a lui il mio tempo libero è veramente il minino che possa fare.


2 risposte a "Venezia, ILVA, il nostro futuro e quello del mio cucciolo"

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