La Sfida di Oggi e la voce di Greta contro il cambiamento climatico

La crisi climatica che stiamo vivendo ci impone di non abbassare la guardia e ci richiede uno sforzo costante contro il cambiamento climatico. Nel silenzio assordante dell’ultima conferenza sul clima, quella dello scorso dicembre a Katowice, solo una voce pacata ma decisa è rimasta nella testa di milioni di persone e continua a diffondersi e a smuovere le coscienze. Solo una voce ha portato migliaia di persone a scendere in piazza e a manifestare contro l’inerzia dei governi nella lotta al riscaldamento globale. Questa voce non è stata quella di un saggio politico, né di un giovane leader. Questa voce non è venuta da un illuminato studioso né da un carismatico manifestante. Questa voce è uscita dalla bocca di una ragazza di sedici anni di nome Greta Thunberg che dopo giorni di sciopero della scuola, per richiamare l’attenzione mondiale sul problema del cambiamento climatico, ha parlato davanti ai Presidenti di tutto il mondo e li ha rimproverati con queste parole: “Finché non vi fermerete a focalizzare cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza di risolvere questa crisi climatica (n.d.a.)”.

Le sue parole e il suo esempio hanno dato il via a una serie di scioperi studenteschi in tutto il mondo, che culmineranno con lo sciopero internazionale di venerdì 15 marzo. Al grido di “Fridays For Future” migliaia di studenti in tutto il mondo, e in tante città italiane, si stanno ritrovando ogni venerdì nelle piazze cittadine, armati di cartelli, per ricordare che il cambiamento climatico è la più preoccupante crisi di questo tempo.

Anche a Parma è possibile partecipare al Fridays For Future, l’appuntamento ricorre ogni venerdì alle ore 18 in Piazza Garibaldi.

Parteciperò anch’io a uno dei prossimi appuntamenti e in più mercoledì 13 marzo sono stato invitato a parlare di cambiamento climatico all’Istituto Tecnico Agrario “F. Bocchialini”, la mia ex-scuola superiore. Sono davvero contento di poter tornare in quella scuola da docente e spiegare le cause e gli effetti del riscaldamento globale a tanti studenti.

La lotta al cambiamento climatico è “la sfida di oggi”. L’ho scritto qualche anno fa in un libro, ce lo ricorda adesso la pacata e incisiva voce di Greta.

 

Andrea Merusi

autore del libro “La Sfida di Oggi. Il cambiamento climatico e il rapporto tra uomo e natura

COP 24 sul clima, workshop internazionale, emergenza rifiuti, politica e progetto green economy

Scrivo al termine di una settimana impegnativa ma importante e che ci ha portato anche qualche soddisfazione. E’ stata la settimana dell’avvio della COP 24 di Katowice, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che sto seguendo giorno per giorno attraverso i bollettini pubblicati dai bravissimi giovani dell’organizzazione Italian Climate Network. Nei prossimi giorni si entra nel vivo e vi consiglio di tenervi aggiornati, la posta in gioco è alta!

Nei giorni scorsi l’Università di Parma ha ospitato il secondo Workshop Internazionale on Medieval Logic and Metaphysics che ha visto la partecipazione di Irene in qualità sia di relatrice che di organizzatrice. E’ stato un impegno durato mesi ma che si è concluso con un grande successo e una bella soddisfazione per entrambi. Sono molto orgoglioso di lei.

Sul piano lavorativo sto vivendo in prima persona la drammatica situazione del nostro Paese in tema di gestione dei rifiuti speciali. Gli impianti di stoccaggio sono praticamente tutti strapieni di rifiuti industriali, spesso pericolosi, che sempre più difficilmente vengono mandati agli impianti di smaltimento (quasi tutti all’estero) e sempre più frequentemente prendono fuoco generando incendi e inquinamento dell’aria. E’ un problema di cui si parla poco e che rischia di favorire le ecomafie sempre disponibili a farsi carico dei fastidiosi rifiuti delle industrie. E’ un problema che il Governo Italiano dovrebbe gestire con la massima urgenza e invece non vedo azioni e neanche dichiarazioni in merito. E’ evidente che il Governo Lega-5 Stelle ha altre priorità.

A proposito di politica e ambiente, sto leggendo con interesse il documento “Progetto Green Economy” che alcuni politici, amministratori e tecnici hanno preparato in vista del prossimo congresso del PD, al fine di contribuire al dibattito e porre l’attenzione dei candidati sulla crisi climatica ed ecologica che stiamo vivendo. E’ un buon documento che spero raggiunga il suo obiettivo. Vi consiglio di darci una letta, sono proprio curioso di vedere come i candidati lo recepiranno.

Per quanto riguarda la politica locale sono molto contento dell’ingresso nel Consiglio Comunale di Parma dell’amica Caterina Bonetti che ho sostenuto durante l’ultima campagna elettorale e che ritengo possa fare molto bene. A lei faccio i miei complimenti e gli auguri per questa impegnativa ma importante nuova esperienza.

Inizierà con domani una nuova settimana che si preannuncia altrettanto impegnativa ma stimolante. Mi trasferirò qualche giorno a Milano per seguire un corso di alta formazione sui sistemi di gestione ambientale ISO 14001 e EMAS. E’ un desiderio professionale maturato col tempo e che finalmente realizzerò. Sono contento e ho molte aspettative.

Buon inizio di nuova settimana a tutti!

“In questo mondo”. Il documentario di Anna Kauber vince il premio “Italiana doc” al Torino Film Festival

Un film immersivo che rende le immagini corporee e ci contagia con i segni di un rapporto vivo e appassionato al mondo.

Con questa motivazione è stato premiato il documentario di Anna Kauber dal titolo “In questo mondo“. In gara al prestigioso Torino Film Festival, e prodotto da Solares, il film racconta la vita delle donne pastore in Italia ed è stato realizzato con 100 interviste rivolte a donne di età compresa tra i 20 e i 102 anni, in un viaggio lungo circa 17.000 km.

Si tratta di un progetto nato quattro anni fa che col Taccuino di Darwin abbiamo seguito fin dall’inizio come dimostrano i vari articoli pubblicati sul portale (vedere qui). “In questo mondo” è un’idea a cui abbiamo creduto e che abbiamo sostenuto durante le fasi di crowdfunding, per questo siamo particolarmente contenti dell’importante riconoscimento.

Permettetemi una considerazione personale: conosco Anna ormai da anni, abbiamo collaborato in diverse occasioni e non avevo dubbi che la sua tenacia e la sua creatività l’avrebbe portata a raggiungere traguardi importanti. A nome mio e dell’associazione “il Taccuino di Darwin” le faccio i più sinceri complimenti per il lavoro svolto.

Continueremo a seguirti nei tuoi viaggi!

Sabati della Sostenibilità: aperitivi di divulgazione scientifica organizzati dall’associazione “il Taccuino di Darwin”

Il prossimo dicembre si terrà in Polonia l’annuale Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la COP 24 di Katowice.

Per arrivare informati e preparati a questo importante appuntamento abbiamo organizzato con l’associazione il Taccuino di Darwin, tre aperitivi scientifici in compagnia di altrettanti esperti e ricercatori. Sarà l’occasione per conoscere le cause e gli effetti del cambiamento climatico, per riflettere sul fenomeno delle eco-migrazioni, per interrogarsi sul concetto di sviluppo sostenibile e sul piano d’azione previsto dall’Agenda 2030. Questi sono alcuni degli argomenti che verranno affrontanti nella rassegna “Sabati della Sostenibilità” che si terrà per tre sabati consecutivi, presso il Circolo Giovane Italia (via Kennedy, 6 – Parma), dal 10 al 24 novembre.

La rassegna, tutta al femminile, prevede:

Sabato 10 novembre l’incontro dal titolo “Rischi naturali ed un clima che cambia” con la Dott.ssa Tiziana Paccagnella, direttrice del Servizio Hydro Meteo Clima di ARPAE.

Sabato 17 novembre si cercherà di “Comprendere il fenomeno delle migrazioni e i suoi effetti nella società in cui viviamo” con la Dott.ssa Chiara Marchetti che è docente di Sociologia delle Relazioni Interculturali dell’Università di Milano.

Sabato 24 novembre si concluderà il primo ciclo di aperitivi scientifici con l’incontro “Cambiamenti climatici: prendere coscienza del presente per riscrivere il futuro”. Ospite e relatrice dell’incontro sarà la Dott.ssa Elisa Palazzi ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISAC) di Torino.

Tutti gli incontri inizieranno alle ore 18, saranno ad ingresso gratuito e aperti al pubblico fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione scrivendo a iltaccuinodidarwin@libero.it oppure via whatsapp al 3381642471. Per info e approfondimenti: www.iltaccuinodidarwin.com

Benfatto. Innovare e crescere con la sostenibilità. Intervista all’autore Alessio Alberini

Articolo Pubblicato su “Festival IT.A.CA’ e il Taccuino di Darwin” – 23.10.2018

All’interno della tappa parmense del festival IT.A.CA’ è stato presentato il libro di Alessio Alberini dal titolo “Benfatto. Innovare e crescere con la sostenibilità”. L’incontro, che si è tenuto presso la libreria Diari di Bordo, è stato partecipato e caratterizzato da un interessante dibattito tra l’autore e il pubblico. Al fine di continuare la riflessione sui temi della circular economy, del greenmarketing e della sostenibilità vi proponiamo l’intervista fatta ad Alessio.

Alessio Alberini è un consulente per le PMI con una lunga esperienza nel campo del marketing e della comunicazione. E’ stato fondatore di Greenbean, prima agenzia italiana dedicata esclusivamente al greenmarketing e alla comunicazione della sostenibilità. E’ un ex pubblicitario (non pentito) che ha deciso di cimentarsi nelle nuove frontiere della comunicazione aziendale; quella comunicazione che non ha il solo obiettivo di vendere un prodotto ma che ha come missione far capire alle aziende e ai consumatori che è necessario cambiare mentalità prima ancora di cambiare il modo di fare business o spesa. Che “think outside the box” ormai non basta più e che è indispensabile rigenerare le aziende, innovare i prodotti e i processi di sviluppo ed essere strategici investendo nelle persone prima ancora che nei progetti. Seguire, insomma, i principi della sostenibilità che permettono di far fare un balzo in avanti alle aziende preservando l’ambiente e valorizzando le persone.

Alessio si definisce un marito innamorato e un padre affettuoso.. e questo mi suggerisce la prima domanda: è per tua moglie e per i tuoi figli che hai deciso di scrivere questo libro? O meglio, che hai deciso di raccogliere in un volume tanti esempi di buone pratiche produttive che tutelano la salute delle persone e garantiscono un futuro (verde) alle nuove generazioni?

In realta no… è stata l’urgenza di raccogliere, riflettendoci sopra, ciò che in questi anni ho visto, ascoltato, imparato e praticato. L’urgenza di unire i puntini per vedere che disegno ne veniva fuori. Per la mia famiglia ho, più di quindici anni fa, cambiato radicalmente il mio modo di essere cittadino, professionista e persona.

Come sei venuto a conoscenza del “greenmarketing” e come sei stato “folgorato” dalla sostenibilità?

La sostenibilità si è presentata a me nel 2004, quando, con l’agenzia di comunicazione con la quale collaboravo all’epoca, partecipammo ad una gara per ARPA Veneto, gara per realizzare di una campagna che promuovesse la frugalità dei consumi e la riduzione degli sprechi.

Fare ricerche per studiare quella campagna – in seguito pluripremiata – mi aiutò a trovare “il mio posto nel mondo” perché non serviva a vendere merci, anzi chiedeva di comprarne meno e di usarle meglio. Era una campagna per condividere valori, consapevolezze e bisogni collettivi. Era sincera, genuina ed autentica. Era una campagna “benfatta”, che mi aiutò a definire una certa idea di mondo e una chiara visione di cosa sarebbero diventati il marketing e la comunicazione, una volta tornati ad essere mestieri creativi. Come piace a me.

Nel libro, tra tanti nuovi termini come engagement, B Corp, Digital Strategist, ecc.., ti soffermi molto sul concetto di “marca”, che non è un termine esattamente nuovo.. Ma riesci a parlarne in maniera innovativa e soprattutto citando grandi personalità del nostro tempo come Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Al Gore, John Lennon, Bill Gates, Anita Roddick, ecc.. Per dirla in maniera semplice: ma che ci azzeccano queste persone con il significato di marca?

La marca non è il nome o il marchio, la marca è l’opinione che le persone hanno di un’azienda, di un prodotto, di un manager o del fondatore. In questi ultimi 20 anni abbiamo assistito all’affermarsi di menti creative che hanno fatto rivoluzioni piccole o grandi e preso “cittadinanza” nella testa e nel cuore delle persone. Si sono trasformate in archetipi di una certa idea di mondo a cui le aziende e i manager possono e debbono guardare per costruire la reputazione di ciò che producono e offrono al mercato.

Rimaniamo in tema di marca. Nel libro parli di storytelling inteso, appunto, come “narrazione di marca”. Per chiarire il concetto cito una parte del libro che ho trovato molto interessante, quella che racconta di Organyc. Ti senti di commentare questo esempio di azienda innovativa e rigenerata?

La storia di come sia nato il prodotto ha tutti gli ingredienti di cui sopra. L’archetipo in questo caso è quello del caregiver, di colui che si prende cura. La marca NON è l’eroe della della storia, l’eroe è l’amica del fondatore, alla ricerca di risposte ad un suo problema grave (la battaglia a cui è stata chiamata). La marca è il mentore, così come lo è Gandalf per Frodo. La morale che l’amica ne trae è la reputazione che la marca si sarebbe guadagnata sul campo.

Nel libro racconti di tantissime aziende che operano secondo i principi della sostenibilità e che operano in svariati campi: moda, abbigliamento, cosmetici, packaging, alimentare, ecc.. Ti va di parlarci di qualcuna? Ad esempio a me è piaciuta molto la storia della matita “Perpetua” e di come questo prodotto nasca dalla “collaborazione” tra diversi settori lavorativi lontani tra loro (elettronica, prodotti di cartoleria e moda) ma uniti dall’innovazione della circular economy.

Perpetua è una matita. Diversa da tutte, ma proprio tutte, le matite presenti sul mercato. Nasce dalla richiesta di oggetti promozionali di un’ azienda piemontese che annualmente genera diverse tonnellate di polvere di grafite come residuo del processo produttivo, residuo che ha elevati costi di smaltimento ed elevato impatto ambientale.  Perpetua risponde al bisogno di smaltire questo residuo in modo conveniente e sostenibile, risponde facerndosi una domanda “perché non smaltire scrivendo?”.

Per farlo serve un produttore di matite. Ma in Italia non ne esistono! Non esiste nessuna azienda italiana che produce matite! Che fare? Non si poteva permettere che questo materiale venisse disperso nell’ambiente, così come non si poteva non cogliere questa opportunità di fare qualcosa di nuovo. Con un esperto di materiali e stampaggio e due designer, dopo quasi un anno e mezzo di continua ricerca sui materiali si trova quello in grado di rendere la polvere di grafite un materiale scrivente.

Nasce così, verso la fine di 2013, Perpetua che in soli 15 grammi racchiude una matita 100% Made in Italy, un brevetto europeo registrato sia come prodotto che come processo produttivo e un messaggio di rispetto dell’ambiente, un mix di tecnologia e usabilità che esprimono il vero senso della parola design.

Chiuderei le domande facendotene una sulla parte del libro che mi ha colpito di più. Si trova nel capitolo della “Condivisione” e fai una riflessione sul confronto generazionale tra le persone nate negli anni 70-80 (la tua generazione) e i cosiddetti Millennials che adesso hanno dai 20 ai 35 anni. Sui primi dici che sono persone che non hanno fatto abbastanza per la difesa dell’ambiente e lo sviluppo (sostenibile) della società. Le definisci una generazione materialista, disimpegnata e apatica, in competizione e spesso cinica. Una generazione preoccupata prima di tutto a mantenere quanto ottenuto e che ha bloccato di fatto l’ascensore sociale. Dei Millennials dici invece che hanno un rapporto diverso con l’ambiente (più rispettoso), sono più consapevoli delle problematiche ambientali e sociali che stiamo vivendo ma soprattutto dici che sono una generazione che ha l’ambizione di cambiare le cose. Questo dovrebbe lanciare un urlo di speranza guardando al futuro. E’ davvero così? Da cosa nasce questa tua severa, ma per certi aspetti ottimista, considerazione?

Ho questo ottimismo perché ho la fortuna di conoscerne diversi, di frequentarli come docente in diversi Master, di vederli al lavoro nelle aziende con cui collaboro. Hanno la consapevolezza che le cose stanno andando male ma non hanno nessuna intenzione di rassegnarsi. Studiano tanto e sono ambiziosi, non sono alla ricerca di compromessi. Sono arroganti e presuntuosi nel migliore del significato che queste due parole possono avere. Sono inca***ti quanto basta, hanno voglia di mettersi in gioco, hanno una visione globale del mondo. Sono tutt’altro che apatici e rassegnati. Questo mi basta per avere fiducia in loro e prendere esempio da loro.

Nel complimentarci per il suo lavoro ringraziamo Alessio Alberini per questa bella intervista e per aver partecipato al Festival IT.A.CA’ Parma.

Andrea Merusi

Idee In Bozza. A pranzo con la Filosofia

Ricordo sempre con grande piacere gli anni dell’Università. Mi rendo conto che in quel periodo ho imparato tanto, ho conosciuto studenti dalle grandi capacità e professori che mi hanno trasmesso la voglia di conoscenza e l’importanza di approfondire le complessità. Ho avuto la fortuna di studiare ciò che davvero mi interessava e sentivo che stavo davvero prendendo il mio posto nel mondo e che, una volta finiti gli studi, avrei potuto dare un contributo concreto allo sviluppo della società.

In realtà so bene che l’Università non è tutta rosa e fiori e anzi, spesso la stessa istituzione non si pone come motore del cambiamento e del progresso come potrebbe (e dovrebbe) essere, soprattutto in Italia. Ma ciò che è certo è che tanti studenti, dottorandi e ricercatori sanno fare cose grandiose; senza bisogno di grandi risorse economiche perché a muoverli non è certo la sete di potere ma la voglia di condividere idee e scoperte, mostrando, giustamente, tutte le conoscenze e le competenze acquisite con lo studio.

A tal proposito vi segnalo il progetto “Idee In Bozza” che dopo il successo dell’anno scorso ripartirà quest’anno con un nuovo ciclo di seminari filosofici presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Parma (sempre all’ora di pranzo).

Idee In bozza è un ciclo di seminari promosso dagli studenti di filosofia dell’Università di Parma a cui tutti possono partecipare come relatori o uditori. E’ uno spazio per esercitarsi nell’esposizione di tesine/progetti di tesi/progetti di dottorato/paper, e un’occasione per ricevere feed-back e consigli. Idee in bozza valorizza il confronto e la discussione informale e simposiale (è possibile portarsi il pranzo durante il seminario).

Quest’anno il progetto è organizzato dall’associazione Vita Activa in collaborazione con l’Università di Parma e verrà inaugurato da Irene che è stata ideatrice e coorganizzatrice del progetto. Di seguito riporto la presentazione del suo seminario e vi invito a partecipare e a seguire l’intero calendario.

Lo staff di Idee In Bozza è lieto di annunciare il primo seminario del ciclo 2018/2019.
Prima speaker di questa stagione è Irene Binini (PhD, University of Freiburg/University of Oxford) con un intervento titolato: “La distinzione de re/de dicto: una scoperta logica del XII secolo”.
Vi aspettiamo numerosi Lunedì 29 Ottobre presso l’aula A1 del plesso di Lettere e Filosofia in via D’Azeglio 85 (Parma).

Ecco l’abstract:

“la distinzione tra interpretazione de re e interpretazione de dicto è una distinzione fondamentale nella logica modale e in molti altri contesti della filosofia del linguaggio contemporanea. L’identificazione di questa ambiguità semantica delle proposizioni modali è esplicitamente riconosciuta e teorizzata per la prima volta nella storia della logica da Pietro Abelardo, che ne discute in entrambi i suoi maggiori testi logici: la Dialectica e la Logica Ingredientibus. Nella mia presentazione cercherò di mostrare che, nonostante Abelardo sia in effetti il primo a fare un uso consapevole della distinzione de re/de dicto nella propria logica modale, un dibattito su tale distinzione, e in generale sulla forma logica delle proposizioni modali, è già presente in alcuni altri testi – tutt’ora inediti – risalenti ai primi anni del XII secolo, e antecedenti alle opere di Abelardo. Mostrerò anche in che modo la teoria di Abelardo sulla distinzione de re/de dicto si modifica e si evolve nel tempo che intercorre fra la scrittura della Dialectica e il suo commento al De Interpretatione di Aristotele. Infine, sempre sulla base di diversi testi inediti della prima metà del 1100, discuterò di come la distinzione abelardiana viene recepita dai suoi contemporanei e come essa è applicata nei testi dei suoi successori”.

(T) Racconto e tante nuove iniziative culturali

E’ di qualche mese fa la notizia che il 57,6% della popolazione italiana con più di 6 anni dichiara di non leggere neanche un libro di carta in un anno. Questo dato allarmante è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a fondare un’associazione culturale insieme a vari amici e amiche. Il nostro impegno non sarà soltanto quello di proporre momenti di riflessione e formazione su svariate tematiche culturali e sociali, ma anche sostenere e diffondere tutte quelle iniziative che vanno a favore della cultura e che cercano di stimolare la creatività, l’approfondimento, la scrittura e la lettura nelle persone. Sta di fatto che di belle iniziative ce ne sono davvero tante e questo è un ottimo segnale. Ve le indicherò anche mediante questo blog e comincio con il progetto di Caterina Bonetti “(T) Racconto”. Come si legge nelle regole del gioco (T) Racconto porta nella tua casella mail, ogni primo e quindici del mese, un racconto originale, per riscoprire il piacere della lettura. Per partecipare basta sottoscrivere l’apposita newsletter e aspettare davanti alla cassetta della posta, oppure farsi coraggio e proporre qualche racconto a tema libero. Ogni scritto verrà diffuso nella comunità dei lettori e verrà poi pubblicato sul blog di Biblioprecaria che è un altro interessantissimo progetto culturale. Credo che questa iniziativa sia un’ottima occasione per conoscere qualche nuovo scrittore in erba. Non vi resta che provare!

Per partecipare e per ulteriori informazioni clicca qui.