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Earth Overshoot Day: servono 4 ‘Italie’ per soddisfare il nostro stile di vita insostenibile

Articolo pubblicato su “ViaggiVerdi-ecobnb” – 14/08/2017

L’Earth Overshoot Day ci dice anche quest’anno che stiamo sovra-sfruttando le risorse del nostro Pianeta. E se calcoliamo l’impronta ecologica dell’Italia il risultato è spaventoso: occorrerebbero 4 ‘Italie’ per soddisfare i nostri attuali consumi di risorse naturali.

A chi si occupa di sostenibilità non sarà sfuggita una data importante: l’Earth Overshoot Day, il giorno che sta a indicare il momento in cui la popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse terrestri disponibili che il Pianeta è in grado di rigenerare.

Quest’anno (2017) l’Earth Overshoot Day è stato il 2 agosto e questa non è una buona notizia considerando il fatto che l’anno scorso era stato celebrato l’8 agosto, due anni fa il 13 agosto e nel 2000 a fine settembre.

Earth Overshoot Day: stiamo sfruttando 1,7 volte le risorse del nostro Pianeta

In poche parole, da inizio agosto il nostro Pianeta è sovrasfruttato dall’uomo. Secondo i dati calcolati dall’organizzazione Global Footprint Network, l’uomo sta consumando le risorse naturali 1,7 volte più velocemente della capacità naturale degli ecosistemi di rigenerarsi.

E per come stiamo vivendo noi italiani ci vorrebbero – ad oggi – più di 4 “Italie” per soddisfare i nostri consumi di materie prime.

L’Earth Overshoot Day è un buon indicatore della sostenibilità. Più questa data si avvicina a fine anno più gli stili di vita dell’uomo sono in linea coi principi di sviluppo sostenibile e vanno verso una maggiore tutela della natura.

Purtroppo la tendenza che si è registrata in questi anni è opposta: l’uomo è sempre più vorace e le risorse naturali si esauriscono sempre prima. L’Earth Overshoot Day si avvicina, anno dopo anno, sempre più verso il primo semestre.

Le conseguenze di questo fatto sono sotto gli occhi di tutti. Proprio in questi giorni dieci regioni italiane si trovano in grave crisi idrica. Alcune aree del nostro Paese stanno conoscendo per la prima volta nella loro storia la siccità, e l’agricoltura italiana sta vivendo uno dei periodi peggiori da sempre. Le città stanno raggiungendo picchi di calore che mettono a dura prova la salute e il benessere dei cittadini. Il rischio di vedersi razionalizzare l’acqua si fa sempre più concreto. Il cambiamento climatico, causato dal sovrasfuttamento delle risorse naturali, sta mostrando i primi preoccupanti effetti.

#Movethedate: la campagna per posticipare l’Overshoot Day

Secondo gli attivisti è ancora possibile invertire la tendenza e per questo hanno lanciato la campagna #movethedate, che ha l’obbiettivo di posticipare l’Overshoot Day. Secondo i loro calcoli, se l’umanità dimezzasse le emissioni di anidride carbonica l’Overshoot Day si sposterebbe in avanti di quasi tre mesi.
I segnali però non sembrano positivi e gli indicatori ambientali ci mettono in allerta ogni anno di più. Ogni anno l’Earth Overshoot Day viene anticipato e questo vuol dire che gli sforzi per raggiungere la sostenibilità si fanno sempre maggiori.

Andrea Merusi

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Una mattina a “pulire il mondo”

puliamo-il-mondo-2016-1Anche quest’anno, come l’anno scorso, ho partecipato insieme ad alcune colleghe della Morris Profumi all’iniziativa di Legambiente “Puliamo il mondo”. Le aziende e il settore produttivo hanno un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo sostenibile e sono convinto che la sensibilizzazione dei lavoratori alle problematiche ambientali sia determinante per la transizione verso un mondo industriale sempre più rispettoso della natura e delle persone.

E’ stata una bella e utile mattinata. Grazie a Legambiente, ai tanti volontari (la maggior parte ragazzi rifugiati provenienti da varie nazioni) e alle mitiche colleghe che si sono impegnate a pulire un po’ di mondo.

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Edilizia e ambiente, le leggi della natura come linea guida per progettare e costruire

P1030759Articolo pubblicato su “il Taccuino di Darwin” (www.iltaccuinodidarwin.com) – 16/03/2016

Il settore residenziale in Italia è responsabile di circa il 18% delle emissioni di anidride carbonica (CO2) nell’aria, che ricordiamo essere il principale gas ad effetto serra e quindi responsabile del cambiamento climatico. Una percentuale che si piazza poco sotto a quella derivante dai trasporti (23%) e neanche troppo distaccata da quella delle imprese ad alto consumo energetico (35%). Se poi consideriamo l’emissione generica di sostanze inquinanti in atmosfera, e quindi dannose per la salute, si può affermare con certezza che le nostre case incidono significativamente sulla qualità dell’aria.

Qualche settimana fa l’associazione Legambiente ha pubblicato un report dal suggestivo titolo: “Basta case colabrodo” con cui denuncia come l’Italia abbia accumulato un enorme ritardo nel recepire le Direttive Europee sull’efficienza energetica in campo edilizio. Non dimentichiamo infatti l’apertura della procedura di infrazione e il deferimento alla Corte di Giustizia Europea del 2012 per il mancato recepimento della Direttiva 2002/91. Lo Stato non è il solo responsabile di questi ritardi, nelle Regioni – che hanno autonomia a legiferare in materia – i lavori in campo energetico vanno a velocità diversa a seconda dei territori e nella maggior parte non si fa ancora abbastanza per verificare e migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni.

Questi ritardi non danneggiano soltanto l’ambiente ma anche le tasche degli italiani. Legambiente denuncia che “la spesa energetica è una voce rilevante del bilancio delle famiglie, che per il riscaldamento e il raffrescamento delle abitazioni può variare tra i 1500 e i 2000 euro all’anno. Eppure, questa spesa può essere ridotta fino al 50% con interventi di efficienza energetica negli edifici e con impianti che possono rendere più confortevoli sia d’inverno che d’estate le case in cui viviamo”.

Leggendo il dossier si scopre che in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna e Umbria, non è stato ancora stabilito chi deve controllare quel 2% minimo di certificazioni previsto dalla legge nazionale e, non essendo chiaro chi deve controllare, anche le sanzioni previste nei confronti di progettisti, direttori dei lavori e certificatori non sono applicate.

L’Emilia Romagna sta lavorato bene ed è una delle poche regioni che si era messa a norma per tempo. Ad esempio è notizia di pochi giorni fa che la regione ha confermato la scadenza del 31 dicembre 2016 per adempiere all’obbligo di installare sistemi di contabilizzazione e di termoregolazione per singole unità immobiliari nel caso di condomini o edifici polifunzionali dotati di impianto termico centralizzato. E sempre in questi giorni sono usciti nuovi regolamenti in materia di certificazione energetica degli edifici.

I cittadini sono sensibili ai temi riguardanti l’ambiente e la salute, ne sono la prova i numerosi comitati nati in difesa della natura e le mobilitazioni civili che si organizzano in occasione dei grandi appuntamenti internazionali. La stessa mobilitazione però non si riscontra nel campo dell’efficienza energetica che anzi viene considerata ancora un settore troppo specializzato e solo per addetti ai lavori. Invece è forse l’ambito che più da vicino ci coinvolge e in cui c’è tantissimo margine di miglioramento. Quando costruiamo o compriamo una nuova casa dovremmo quindi esigere che la nostra abitazione sia sostenibile dal punto di vista ambientale perché così facendo, a lungo andare, anche dal punto di vista economico avremo fatto un vero investimento.

Progettare e costruire le nostre abitazioni rispettando l’ambiente non vuol dire solo valutare gli aspetti di miglioramento energetico ma anche pensare e conoscere come la natura può aiutare a vivere meglio. Pensiamo ad esempio al feng-shui, non come lo intendiamo noi occidentali ma nel senso più profondo del termine, come antica arte conosciuta e praticata dagli asiatici. Un’arte originariamente fondata su un’accurata osservazione della natura. In cinese feng significa “vento” e shui “acqua“, la combinazione delle due parole sta ad indicare “le forze della natura”. Tiziano Terzani nel libro “Un indovino mi disse” scriveva che l’esperto di feng-shui è colui che, conoscendo gli elementi fondamentali di cui il mondo è fatto, sa giudicare l’influenza dell’uno sull’altro, sa valutare l’influsso che il corso di un fiume, la posizione di una collina o la forma di una montagna possono avere su una città o una casa da costruire.

Tutti noi dovremmo imparare a conoscere la natura, poiché regola la nostra vita, scandisce i nostri tempi biologici, influisce sul nostro umore e sulla nostra salute. Se non si progetta partendo dal rispetto dell’ambiente e dalla conoscenza del nostro territorio si commette, in questo caso sì, un’azione contro natura.