Festa del papà, congedo parentale e coronavirus

Qualche giorno fa avrei voluto festeggiare le mie prime due settimane di congedo parentale, avrei voluto raccontare quanto è bello passare il pomeriggio con un bimbo di quattro mesi che ogni giorno mi stupisce con qualcosa di nuovo. Avevo immaginato un marzo decisamente diverso da quello che stiamo vivendo: al mattino quattro ore di lavoro e poi i pomeriggi col mio cucciolo a goderci la primavera. Purtroppo l’epidemia di coronavirus ci ha costretto in casa e, da bravi cittadini, abbiamo sempre rispettato le disposizioni imposte. Così al mattino si lavora da casa e al pomeriggio si gioca ma si gioca al chiuso. Intendiamoci, è sempre bello passare i pomeriggi con Davide e lo smart working ha anche i suoi lati positivi, ma a lungo andare si sente il bisogno uscire, socializzare, giocare nel verde e fare lunghe passeggiate. Fin da subito abbiamo abituato Davide a stare all’aria aperta e ci stava bene. Avremmo voluto fargli vivere la primavera nei prati e fargli vedere sbocciare i fiori e invece ci limitiamo a guardare la primavera dal balcone.

Teniamo duro, certo, e rimango fiducioso nel nostro Stato e nelle nostre istituzioni, ma permettetemi una piccola critica: leggendo i vari decreti (lo devo fare anche per motivi di lavoro) ho avuto l’impressione che ancora una volta ci si è scordati dei bambini. Si è posta grande attenzione sulle esigenze dei cani e degli sportivi. Ma i bambini? Anche loro hanno bisogno di un’ora d’aria, molto più degli adulti. Forse si è pensato che chiudendoli in casa si sarebbe tutelata maggiormente la loro salute e quella di chi sta loro accanto, ma nessuno ha pensato che magari un bambino in carrozzina o in passeggino non rischia niente e non contagia nessuno? E anche i più grandicelli sarebbero stati sicuramente più controllati di certi sportivi.

Comunque oggi si festeggia la festa del papà, la mia prima festa del papà, e il mio pensiero va a tutti i padri, a chi lo è già, a chi vorrebbe esserlo, a chi lo sarà a breve. Penso anche a tutte quelle persone che ora sono in prima linea nella lotta contro questo virus, vi mando il mio più sentito ringraziamento. Auguro a tutti di tornare presto all’aperto a socializzare, a fare lunghe passeggiate e a giocare coi vostri figli. Che poi è l’augurio che faccio anche a mio papà e a me.


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